martedì 10 aprile 2012

La danza dei gabbiani

Ogni tanto c'è bisogno di fermarsi.
Voler riprendere il respiro rituffandosi nelle passioni che fanno vibrare l'anima di sorrisi vivi.
E' stato proprio un periodo impegnativo, ovviamente l'università non scompare, ma questa volta ho voluto dare ascolto anche ai pigolii dei miei sogni e mi sono buttata...
Ho partecipato ad alcuni concorsi letterari, sia di poesia che di racconti e non ho assolutamente la pretesa di vincere o di essere segnalata...
Per ora ho solo bisogno di aprire gli occhi a me stessa. Voglio capire che posso farcela, se voglio.
Perché chiudere sempre le ali? Non è detto che se lo stormo vola in una certa maniera, io debba per forza seguirlo. Certo, lo stormo da' forza... Ma prima devo imparare a volare.

Pochi giorni fa in libreria mi sono fermata davanti a due classici, già letti e straletti, ma i cui libri non facevano ancora parte della mia biblioteca.
Uno di questi era un libro di Luis Sepùlveda...
Vi lascio queste poche righe, semplici, ma piene di significato, che mi emozionano ogni volta che le leggo. Spero di farle mie.


"Prometti che non mangerai l'uovo" stridette aprendo gli occhi.
"Prometto che non mi mangerò l'uovo" ripeté Zorba.
"Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo" stridette sollevando il capo.
"Prometto che avrò cura dell'uovo finché non sarà nato il piccolo".
"E promettimi che gli insegnerai a volare" stridette guardando fisso negli occhi il gatto.
[...]
"Prometto che gli insegnerò a volare. [...]"


cit. Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare



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